Montevideo
Arrivo a Montevideo , dopo un viaggio di 19 ore, pensavo fosse più difficile sopportare il lungo viaggio, invece mi accorgo che appena arrivato mi sentivo bene, stanco il normale, ma con una voglia immensa di sapere , di vedere, di vivere, mi sta aspettando al uscita del aeroporto Florencia (lei lavora per il Senderos Festival, il festival da cui è partito l’invito per portarme in Sudamerica e che era la prima tapa del mio tour). Usciamo e sentiamo tutto il rigore del vento del sud, freddissimo, una strana sensazione perché di solito quando viaggio per il Sudamerica (Colombia) arrivo ed è sempre caldo, questa volta il mio viaggio è stato dal caldo al freddo, che poi con il passare dei giorni è diminuito per l’arrivo della primavera austral.
Al pomeriggio esco e vado a trovare un po’ di musica , cosa che adoro fare, trovare dei negoziati che tengano dei vinili vecchi o gemme di folklore che ovviamente alimentano la mia ricerca costante di radici per sapere e capire quante delle mille influenza sono arrivate in Sudamerica, così incontro Daniel immigrato a Valencia – España nel 2009 ed era rimasto quasi 6 anni, lì lavorava nel reparto di macelleria ad un supermercato che distava a 5 minuti in macchina da casa sua, poi però stanco di quella vita decise di ritornare a Montevideo e seguire la sua passione che erano i dischi e montare un suo negozio di Vinili, “Il museo del Vinile” cosi l’ha chiamato, e cosi mi sono trovato a parlare con lui di Candombe, è una fusione di Religione – Musica – Danza Afrouruguyana, portato dagli schiavi africani presenti nella zona del Rio de la plata dell’epoca coloniale.Buenos Aires
Al Mattino mi trovo con Heidi in arte Kaleema e partiamo insieme per Buenos Aires, attraversando il Rio de la plata in un gigantesco catamarano , ci mettiamo quasi 3 ore nell attraversarlo , è cosi grande questa foce che si fa fatica a credere che non sia il mare..
Arrivare a Buenos Aires è stato incredibile , ha una energia di grande metropoli, lo capisci già dalla ampiezza delle strade, dalla altezza degli edifici, noti questo contrasto sopratutto venendo da Montevideo, che è grande si, ma al confronto la capitale uruguaiana sembra una cittadina
Buenos Aires mi travolge nel senso più bello della parola, da ragazzino sono cresciuto con il mito degli artisti nati in questa città, da Borges, Gardel, Piazzola, Soda Stereo etc e mi chiedevo prima di arrivare qui come sarebbe stato, se arrivato avrei vissuto o sentito la energia che ha fatto che in qualche modo questi artisti siano stati grandi e influenti nel resto del Sudamerica , e non ho avuto nessuna delusione al riguardo, nei 4 giorni che ho avuto a disposizione per vivere la città, mi sono ritrovato a parlare con tanta gente di diversi estrazioni, dai tassisti Venezuelani – Colombiani, che ti raccontano la città con la speranza di una terra promessa e che la trovano comunque generosa ai tassisti Argentini con la loro delusione per una situazione politica che continua a ripetersi al infinito, fino a gente per strada a cui chiedevo indicazioni oppure che chiedevano a me, artisti amici con cui ho dialogato della opportunità di questo momento molto delicato de incertezza dove l’arte deve interpretare la parte più sincera di un meccanismo che spesso si basa sulla superficie e non affonda mai nella vera essenza dei problemi per risolverli, una cosa in comune ho notato in queste persone ed era la loro Dignità , ho notato a volte paura pero allo stesso momento ho visto anche una voglia immensa di affrontare una situazione ed uscire nel più possibile vincitori, cosa che ha fatto ogni giorno di più la città mi piacessi sempre di più e credo che mi abbia svegliato ancora di più un sentimento Latinoamericano che mi alimenta e mi fa sentire fiero di esserloSantiago de Chile
Venerdi mattina arrivo a Santiago dopo un volo di quasi due ore, stranamente c’era un caldo quasi di estate, e si capiva subito la differenza climatica che spesso divide Argentina del Chile, mi viene a prendere Tom uno degli organizzatori di eventi in Santiago, e anche uno dei produttore del Festival Nomade che si svolge nella parte norte del Chile, festival famoso nella scena , perche ha avuto da sempre una impostazione quasi filosofica del legame di questa musica con la natura, conosco vari amici che hanno fatto parte e mi parlano quasi come una esperienza che prima o poi devo fare,
Arrivando in città mi riceve Francisca che è la coinquilina di Matias, un altro dei ragazzi che mi ha fatto uno degli inviti per suonare a Santiago, sono nella loro meravigliosa casa appena fuori città, un posto che subito mi mette quasi in pace, quando sei in tournée vuoi vivere ogni momento, perché sai che hai il tempo misurato e quindi spesso fai tardi e ti alzi presto, già sia per il jet lag e anche perché non vuoi sprecare il tuo tempo a dormire, devo dire però che arrivando da loro, la prima cosa che sentivo era un bisogno naturale di staccare pur essendo ancora dentro il vortice del tour, mangiare sanissimo, riposarsi, nessun rumore di città, ,venerdì sera vado a suonare in una serata di beneficienza alle comunità indigeni del Paraguay , serata che vedeva tanti artisti della scena cantautorale Mapuche e non solo.Grande! Bentornato in Italia e buon lavoro.
Buon Lavoro a voi!
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