Soundreef alla Camera: “Buona legge o disastro per autori ed editori? Questione di virgole”

Martedì scorso, 17 gennaio, Davide d’Atri, fondatore e CEO di Soundreef S.p.A., è stato ascoltato in Audizione alla VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati
in merito allo schema di decreto per l’attuazione della cosiddetta Direttiva Barnier (n. 26 del 2014) che sancisce la liberalizzazione del mercato dei diritti d’autore nei paesi membri della Comunità Europea.

Questo il video del discorso e di seguito i punti salienti:

“La SIAE è un ente prezioso che deve essere protetto? Comprendiamo la posizione del Ministro Franceschini. Ma proteggiamo la SIAE e la miglioriamo solo ed esclusivamente se incoraggiamo meccanismi virtuosi che costringano i dirigenti SIAE ad innovare.

Da quando Soundreef è entrata nel mercato italiano ha lanciato:

  1. Iscrizione gratuita per tutti;
  2. Borderò digitali per i concerti;
  3. Deposito delle opere online;
  4. Un account online dove gli autori ed editori possono visualizzare i propri guadagni.

Da allora la SIAE ha lanciato le stesse identiche cose. Solo coincidenza?

Venendo al merito dello Schema di Decreto approvato ed ora oggetto della Commissione Cultura, il Governo ha nei fatti spacchettato l’intermediazione in tre differenti azioni:

  1. Informazioni sull’utilizzo. Tutti gli operatori possono andare dagli utilizzatori a chiedere come hanno utilizzato la musica. É stato sempre un nostro suggerimento al Governo ed apprezziamo molto che sia stato accolto. È un passo molto importante verso la trasparenza nei confronti di autori ed editori. Da esso in poi la SIAE e le altre società private come Soundreef competeranno per chi fa avere più informazioni  più velocemente e più chiaramente ad autori ed editori.
  2. Rilascio di licenze. Tutti gli operatori possono contrattualizzare direttamente con gli utilizzatori. Anche qui il Governo sembra averci ascoltato ma ci permettiamo di suggerire di chiarire meglio tale principio al fine di evitare dubbi interpretativi volti a bloccare nei fatti gli effetti della riforma.
  3. Riscossione. L’atto di riscuotere i compensi dall’utilizzatore continua invece a essere riservato a SIAE. Questo non è necessariamente negativo e comprendiamo lo spirito. Il punto è che dovete aggiungere condizioni a questa semplice previsione in maniera da rispettare gli operatori che devono incassare attraverso SIAE.

A SIAE devono essere imposte, da Decreto, regole simili, per esempio, alla telecomunicazioni nel rapporto tra Telecom e gli altri operatori privati: attivazione veloce e costi di attivazione ridotti. Questo significa che SIAE deve dare agli operatori autorizzati sul territorio italiano soldi entro 30 giorni dall’incasso e non dopo oltre 12 mesi ed applicare un aggio intorno al 3% e non  intorno al 20% come propone SIAE. SIAE per noi infatti farebbe solo attività di riscossione proprio come Telecom fa solo l’attivazione grazie all’ultimo miglio.

E questo ci porta a concludere ricordando che un’opera è sempre proprietà dell’autore ed editore che ne dispone come desidera affidandola all’intermediario che preferisce in Europa.

Se l’intermediario prescelto da autore ed editore non da mandato a SIAE in quanto le condizioni che SIAE offre non sono accettabili allora spostiamo il problema sugli utilizzatori che si troveranno nella scomodissima posizione di:

  • a) pagare l’intermediario diverso da SIAE non rispettando il Decreto
  • b) utilizzare illecitamente le opera incorrendo in un grave reato civile e penale.
  • c) non utilizzare le opere non affidate a SIAE. 

Esempio: Soundreef gestisce 4 brani in corsa al prossimo Festival di Sanremo e SIAE non ha più i diritti su questi brani. La RAI o corrisponde comunque i compensi a noi dovuti o utilizzerà i brani illecitamente con la conseguenza che il suo Amministratore Delegato incorrerà nel reato di sfruttamento illecito a scopo commerciale di opere musicali.

Siamo molto vicini a fare una buona legge che:

  • a) protegga veramente autori ed editori
  • b) faccia nascere un nuovo settore industriale con positive ricadute sul mondo del lavoro.

Non perdiamo questa occasione. Non gettate un intero ecosistema nel panico e nell’incertezza per anni. Mancano solo poche modifiche per fare un ottimo lavoro.

Per questo chiediamo alla Commissione Cultura di suggerirle al Governo come condizioni nella fase di espressione del parere favorevole che darete allo schema di decreto.”