Malamanera, storia di un singolo che spopola in radio

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Gianluca in occasione di un incontro sul Diritto d’Autore che si è tenuto la scorsa estate a Venturina. E’ da poco tornato da un soggiorno di anni in Sud America ed ha fondato una nuova band in Italia, i Malamanera. Di recente il loro singolo ‘Oh Oh!’ ha scalato le classifiche di ascolti radiofonici da una settimana passata primo tra gli emergenti RadioAirPlay e nelle prime 25 posizioni tra gli indipendenti e stranieri del MEI.

Ciao Gianluca, come nascono i Malamanera? 

Ciao Federico, come nascono i Malamanera? Nascono da una lunga incubazione, fatta di anni di amicizia ascolti e di cose in comune.

Io e Letizia, al mio ritorno da un esperienza di vita latino-americana, abbiamo deciso di mettere giu’ in forma di canzone, materiale scritto negli anni e nuove cose, di mischiare il tutto e di aggiungere un pizzico di latinita’ che ovviamente era bagaglio dei nostri peregrinaggi. Subito dopo la necessità di trovare altri componenti e quindi l’arrivo entusiasta di Jury Carmignani al basso, Emiliano Pasquinucci alle tastiere e alla fisarmonica e Leonardo Orlandi alla batteria.

Avete da poco fatto uscire un nuovo singolo che ha letteralmente scalato le classifiche di Absolute Beginners Radio AirPlay arrivando alla prima posizione. Come è successo? Che tipo di feedback avete avuto?

Il singolo in questione si chiama Oh Oh! ed e’ tra le prime cose che Letizia ha scritto e che io ho musicato. Da sempre nella dimensione Live, è un brano che coinvolge e mette voglia di agitarsi e ballare, quindi ad un certo punto, con la scelta di fare il nostro primo video, abbiamo pensato che fosse ideale… da lì ad approdare alla radio fino ad arrivare in vetta, il passo e’ stato incontrare Giovanni Germanelli (nostro promoter), che fortuitamente e al primo ascolto ci ha detto con moltissimo entusiasmo che come singolo radiofonico sarebbe stato un successo… a noi e’ sembrato che l’interesse fosse reale e onesto e quindi la decisione di affidarsi a Giovanni molto facile e veloce. Oh Oh! adesso e in alta rotazione in tutta Italia e da settimana passata primo tra gli emergenti RadioAirPlay e nelle prime 25 posizioni tra gli indipendenti e stranieri del MEI.

Venite dalla bassa toscana dalla Val di Cornia? Che tipo di situazione c’è per la musica dal vivo? Esiste una scena?

Sicuramente esiste una scena e anche molto viva.

Insieme ai Matti delle Giuncaie (realtà oramai consolidata da alcuni anni) negli ultimi tempi si sta affermando un’onda lunga fatta di rock, folk, cantautorato e meticciato (reggae,latin,rumba) che vede tra i protagonisti gruppi come Fabrizio Pocci e il Laboratorio, Bifolchi, 21 Grammi, la Bottega del Ciarlatano, Misére De La Philosophie, solo per citarne alcuni. Sono tutte realta’ molto valide e che hanno rilanciato il gusto e la partecipazione delle persone agli eventi live. Questo anche grazie ad alcuni gestori  e associazioni che credono alla musica originale e che stanno cercando di dargli più visibilità possibile. Insomma la musica dal vivo piace sempre e trovare il modo di far suonare gruppi musicali, nonostante sia diffciile è sempre un ottimo investimento socio-culturale valido e prezioso.

Tu, Gianluca, sei tornato da poco in Italia dopo un periodo all’estero. Come hai trovato la situazione culturale del Paese?

Che dirti Federico….tutto il mondo è paese. Da noi come, nella mia esperienza, anche in Latino-America, il modello occidentale di sviluppo economico sembra che abbia cancellato dalla memoria che cosa significhi fare cultura e promuoverla. In Italia trovo che l’onda lunga dell’omologazione e della conseguente repressione e auto-repressione passi non solo dalla televisione,dai giornali,dalle forze dell’ordine, dalla burocrazia, ma anche dalla società stessa. La paura della diversità in senso ampio (sessualità, provenienza, stili di vita e abitudini, costumi, alimentazione, religione) invece di essere ricchezza e carburante per una qualità di vita migliore, viene percepita come ostacolo, addirittura come pericolo da dover combattere con disciplina e determinazione, in puro stile marziale. Ovviamente, e per fortuna, esiste una parte di società che cerca continuamente di sfuggire a queste logiche, nella speranza che “otro mundo es possible“.

Invece come band che percezione avete quando vi confrontate con organizzatori di concerti? 

La sensazione più diffusa è quella della demoralizzazione. Esistono e continuano a esistere persone con ottime idee, che però all’atto pratico della realizzazione si scontrano con una serie di ostacoli (sopratutto di natura burocratica e economica) che in certi momenti diventano quasi insormontabili.

Mi riferisco a problemi con permessi, deroghe sugli orari, licenze, omologazioni, tasse, controlli, ispezioni, inquinamento acustico… etc, etc…

Ovviamente quando si parla di SIAE il problema diventa scabroso e fondamentale.

Immaginare che i gestori dei locali pagano di licenza SIAE (per la stragrande percentuale dei concerti) meta’ del cachet dell’artista per avere il permesso,e’ cosa che trovo medievale e totalmente anacronistica, se considerato poi che di questi contributi economici solamente una piccolissima percentuale arriva davvero a chi ha composto la musica, direi che entriamo in un mondo Kafkiano.

Che obiettivi vi siete posti con i Malamanera?

Siamo musicisti e credo che come per tutti i musicisti l’obbiettivo più importante e prezioso sia quello di suonare il più possibile,in condizioni ottimali.

Poi abbiamo anche cosa da dire e cose da imparare e avere di fronte persone che abbiano voglia di condividere con te questa visione sarebbe un ottimo punto di partenza.

Artisticamente parlando invece,stiamo gia’ preparando il materiale per un nuovo album…..e di conseguenza un nuovo Live…ecco questo a breve il nostro obbiettivo.

Grazie mille Gianluca ed in bocca al lupo!