La Gerberette: “Soundreef? I nostri sforzi ripagati dopo ogni serata”

Vengono da Siena e suonano un cantautorato cinico dal piglio vagamente punk. Sono giovani di belle speranze e si fanno chiamare La Gerberette. Non abbiamo resistito dal fargli qualche domanda per sapere di più su di loro.

Quando nasce La Gerberette? Come?

Il progetto nasce inconsapevolmente da un piatto di pasta, la stessa pasta che poi ha preso il nome di “pasta alla Gerberette” (speck, fichi e briciole) e che ci ha dato la carica per andare in piazza del campo una sera di fine estate 2013 e scrivere tutti i nostri più grandi successi

Cosa bolle in pentola? Cosa state facendo in questo periodo?

In questo periodo ci stiamo concentrando molto sui propri obiettivi individuali (chi deve laurearsi, chi ha esami). Il poco tempo che ci rimane lo focalizziamo sulla scrittura e stiamo raccogliendo materiale per un nuovo album che contiamo di registrare e pubblicare questo inverno.

Siena è città universitaria. Questo la rende viva anche musicalmente? C’è fermento nei locali e nelle notti senesi?

Alla luce del gran numero dei live che abbiamo sostenuto la scorsa stagione abbiamo sicuramente notato una gran voglia di musica dal vivo. Ciò che manca fondamentalmente a Siena è una scena di locali che si occupino esclusivamente della promozione della musica senza intenderla come sottofondo di una serata improntata sul bere e mangiare, dove l’alcol e il cibo siano contorno della musica e non viceversa.

Ci sono band della scena senese che vi sentite di segnalare in questo momento storico?

In questo momento storico a Siena ci sono molti musicisti di altissimo livello formati da scuole di livello altrettanto alto. 

Ciò che manca è una scena che si confronti con uno scenario (passateci il giro di parole) più vasto di quello strettamente provinciale; manca un clima di collaborazione e di stimoli creativi reciproci; ognuno si tiene strette le proprie quattro certezze, le proprie scale pentatoniche e chi vuole fare il grosso ti parla di superlocrio: non ce ne frega un cazzo di questa roba.

Come siete entrati in contatto con Soundreef e come vi siete trovati finora?

Soundreef è stato portato sul nostro cammino dal destino, dal karma, dal caso, dal culo. Avevamo letto la notizia fresca fresca della vittoria legale contro la SIAE. Pochi giorni dopo ci siamo ritrovati a suonare nel Chianti con un gruppo di Brescia/Bergamo (solo una forza sconosciuta poteva averli portarti fin qua!!!); dopo il concerto e vari bicchieri scopriamo che il cantante dei 1st Class Passengers lavora per Soundreef… Grande Lucian! Una volta scambiati i contatti e capito il funzionamento del servizio è stato impossibile non entrare a far parte di questa grande famiglia! Da quel giorno purtroppo abbiamo avuto modo di suonare solo due volte con il permesso Soundreef ed è stato emozionante vedere le proprie royalty ripartite pari pari come dichiarato. Inoltre ci è piaciuto molto come i ragazzi di Soundreef tengano di conto il rapporto e la comunicazione con i musicisti che si affidano a loro, è un bellissimo scambio! Ci auguriamo che sempre più locali vengano a contatto con questa realtà e che diventi quotidianità fare il login sul sito e inviare online il borderò della serata. 🙂 

Ci sono stati elementi innovativi che vi hanno sorpreso? Che grado di difficoltà di utilizzo avete trovato? 

La faccenda è molto semplice. Inserisci il titolo dei tuoi brani e le percentuali di ripartizione tra i componenti del gruppo ed è fatta. Compili la tua lista di pezzi personalizzabile di serata in serata e suoni. Il resto lo fate voi ragazzi, i locali sono più che contenti del servizio e così anche le band! Per noi è stata tutta una novità perchè non abbiamo mai affidato i diritti dei nostri brani alla SIAE o ad altre collecting societies prima di scoprire Soundreef quindi penso che rimarrà sempre una bella sensazione vedere il valore dei nostri sforzi ripagato dopo ogni serata! 

Grazie ragazzi, avete segnato una data storica nel nostro paese!