Elaine: tra i suoni, le parole e le visioni di una notte d’estate

Il progetto Elaine nasce dall’incontro dei caratteri musicali di Elaine Carmen Bonsangue e Carlo Barbagallo, questa unione ha partorito “Oltre il tempo”, il singolo di debutto che esce oggi via Noja Recordings. Abbiamo avuto il piacere di intervistarli. Ecco cosa ci hanno raccontato…

Come nasce il progetto Elaine? E la collaborazione con Barbagallo?

Elaine: Nasce una notte d’estate, spontaneamente. Gioco di una complicità con Carlo da subito instaurata.

Carlo: Con i piedi nella sabbia, come Brian Wilson. Quattro accordi buttati lì e una melodia che non ti riesci a staccare dalla testa che mi ricordava Nico.

Scrittura di un brano. Come è nato “Oltre il tempo”? C’è un iter che segui o seguite nello scrivere musica? O un momento migliore di un altro in cui ti dedichi/vi dedicate alla scrittura?

Elaine: Il processo creativo ha bisogno di spazio vuoto o di tempo a disposizione; meglio se tutte e due insieme. Io non ho ne l’uno nell’altro. Nasce tutto quindi da un processo che avviene lentamente e inconsciamente: frasi, visioni, sogni, necessità e desideri.

Carlo: Con Elaine produciamo continuamente idee, non solo musicali, ma anche video, multimediali, teatrali, etc… , per passione o per lavoro, con obiettivi o a briglia sciolta, idee legate ad intricate progettualità o abbandonate al caos creativo. “Oltre il tempo” nasce appunto in un momento di break da tutto il resto, la vacanza a mare che non avrei mai pensato necessaria. Break tra virgolette: in effetti, il mio obiettivo era di scrivere e registrare delle bozze per uno dei mille progetti che uscirà prima o poi (Straloona – con testi di Andrea Valle generati algoritmicamente sul corpus integrale dalle favole di Esopo) ; uno al giorno e uno di questi giorno, l’intro di Proud Mary (CCR) strimpellato svogliatamente ha dato vita a Oltre Il Tempo, che inizialmente (chitarra e voce in inglese) sembrava abbastanza una ballad dei Velvet. Qualche giorno dopo c’abbiamo ricavato il testo in italiano a più mani con un processo abbastanza dadaista e in qualche ora notturna abbiamo registrato tutto.

La scena in Italia oggi. Quali sono le cose più interessanti attualmente in giro? Si stanno aprendo nuove interessanti prospettive per gli artisti italiani che partono dal basso con una logica DIY?

Elaine: Ammetto di essere apatica e svogliata. Non ho un’idea precisa sulla scena italiana ma avverto un certo fastidio per i monopoli e chi non ha senso critico né di responsabilità. Credo quindi che le reali opportunità siano ben poche ma che ci siano continuamente ondate dettate da mode passeggere e futili.

Carlo: Da sempre sono molto distratto sul panorama musicale italiano. Diciamo che intravedo e percepisco tra quello che ha più visibilità cose che musicalmente non mi interessano granchè e switcho su altro, che spesso proviene dall’estero. Del resto la mia cultura musicale è stata nutrita da sempre da ascolti esterofili e conosco ben poco di ‘italiano’. Poi come produttore lavoro principalmente in Italia, quindi sono direttamente coinvolto in tantissimi progetti che ho imparato ad amare collaborandoci: dai Loners e Monsieur Voltaire (i cui dischi sono le imminenti uscite, dopo Oltre Il Tempo, della mia Noja Recordings) ai Miqrà, Andrea Romano Il Fratello, Carmelo Amenta, Mrozinski, SacramentoDead Cat In A Bag, per solo citare gli ultimi usciti.
Nell’ambito del DIY è sempre una scommessa, principalmente con se stessi e in rapporto a quello che ti circonda; è come se si fosse sempre in costante costruzione (e non alla ricerca) di opportunità. Dal mio punto di vista la musica di qualità può provenire solo da contesti liberi, soprattutto da costruzioni mentali sulla spendibilità del progetto/processo creativo.. La Noja Recordings, appunto, riemerge in questi mesi, con l’idea di rendere visibili musiche che sono testimonianze di vita in musica (‘musica necessaria’ direi), che una logica di mercato, anche il più indipendente, metterebbe alla porta semplicemente per le dinamiche ‘libere’ che le sono proprie. Cosa che ho avuto modo di sperimentare sulla mia pelle.

Opportunità dell’era digitale. Quali sono le opportunità per un progetto musicale in questo momento storico?

Elaine: La sensazione è che ci sia un illusione di opportunità. Sembra si divori musica senza gustarne alcuna. Quindi se non altro autoprodursi per diletto e stare in mezzo ad un oceano di altra musica.

Carlo: E’ indubbio che l’era digitale abbia svoltato il mondo della musica, dal mio modo di vedere in positivo. Sicuramente dal basso si può avere una visibilità prima impensabile. Certo è che i canali di diffusione digitali sono strutturati in maniera molto meno libera di anni fa, in cui la diffusione e la scoperta di nuova musica seguiva spessi percorsi casuali, non indirizzati, forse realmente personali. Poi ogni momento storico ha i suoi pro e i contro.

Account Soundreef: quali sono i vantaggi di poter sapere in tempo reale in quali radio e in quali TV vengono suonati i tuoi brani?

Elaine: Si ha una percezione reale dell’andamento del proprio lavoro… e ci si sente meno soli!

Carlo: Il vantaggio principale e di grande valore è che nessun ufficio stampa può fare finta di lavorare.

Grazie mille ragazzi e in bocca al lupo!