Adriano Bono: “Il mio nuovo album prodotto da Soundreef”

Adriano Bono ci racconta cosa sta accadendo al Quadraro Basement Studio di Roma dove sta prendendo forma il suo nuovo album.

Molte persone in questi giorni leggendo i post sulle mie pagine dei Social si sono incuriositi e mi hanno chiesto in che modo Soundreef stia contribuendo al mio nuovo album. 

Approfitto di questo spazio per raccontare per bene la faccenda. 

La questione è semplice: Soundreef, tra le varie novità lanciate, ha avviato una collaborazione con uno storico studio di registrazione romano, il Quadraro Basement, per mettere in condizione alcuni degli artisti che gli hanno affidato la raccolta del diritto d’autore di poter lavorare nelle migliori condizioni possibili al proprio materiale. Io ho avuto la fortuna di essere il primo.

Stiamo parlando di una sala attrezzata con le migliori apparecchiature, come un mixer SSL top della gamma, preamp valvolari Tubetech della migliore qualità, convertitori Prism, monitor Atc e molto altro ancora. Un tipo di sala che la maggior parte delle band non potrebbero mai permettersi, neanche nei sogni più audaci. 

Questo studio di registrazione ha quasi vent’anni di produzioni alle spalle, una vocazione per il talent scouting ed un orecchio sempre attento ai giovani artisti della scena Undergound. Può vantarsi di aver lanciato e visto crescere artisti che sono poi diventati dei big sulla scena musicale Italiana come Baby K, Noyz Narcos, Colle Der Fomento, e anche di aver collaborato con dei veri ‘king’ di livello internazionale come Bob Sinclair, Kenny Carpenter e Specs MC degli Asian Dub Foundation.

Ai comandi della consolle di questa sala c’è Francesco ‘Master Fuzzy” Fracassi, un vero maniaco del suono. Ho avuto il piacere di lavorarci spalla a spalla nell’ultimo mese e ho potuto appurare con quanta attenzione cura le registrazioni, dalla scelta dei microfoni al sound check degli strumenti, dalla ricerca della ripresa perfetta alla verifica del risultato finale. L’ho visto piazzare un un set di quattro o cinque microfoni davanti all’ampli di basso per essere sicuro di catturare ogni sfumatura del suo suono. È capace di stare ore in piedi davanti alle sue amate casse ATC sparate a palla di cannone alla continua ricerca di una seppur minima sbavatura nel mix della batteria, e non molla fino a quando il suo corpo stesso non gli dice che il sound è proprio quello giusto. In quest’epoca in cui si dice che l’Hi-Fi sia morto e in cui il pubblico ascolta la musica solo sulle casse del PC o al massimo in cuffie da due soldi, Master Fuzzy insiste quasi Donchisciottescamente e con titanica determinazione nella ricerca del suono perfetto. È più forte di lui. È un autentico audiofilo e non può fare a meno di cercare di ottenere questo risultato. Per noi musicisti è una manna, perché questo tipo di atteggiamento significa che puoi affidarti completamente ed essere sicuro che la tua performance, sia strumentale che canora, verrà valorizzata al massimo.

Ormai siamo in dirittura d’arrivo, mentre sto scrivendo direttamente qui dallo studio siamo arrivati al momento dei missaggi definitivi, quando tutti i tasselli cominciano ad andare magicamente al loro posto e tutte le varie parti musicali, dapprima registrate singolarmente, vanno finalmente a formare un quadro completo, compatto ed armonico.

È stato un mese fantastico. Per un musicista passare del tempo in una sala come questa è come per un bambino stare in un luna-park, e insomma, non vediamo l’ora di ascolatare e di farvi ascoltare il risultato finale di queste settimane di lavoro. 

Big up a Soundreef e Quadraro Basement per averci messo in condizione di produrre il nuovo disco in queste condizioni, non potevamo chiedere di meglio 🙂