Wrongonyou, il folk made in Italy che impazza in Europa

Abbiamo avuto il piacere di incontrare una delle più grandi promesse della nuova scena folk italiana. Stiamo parlando di Marco Zitelli, in arte Wrongonyou, vincitore dell’ultimo Arezzo Wave ed in questo momento in Tour tra Germania, Belgio ed Olanda, dove rappresenterà l’Italia ad Eurosonic. 

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Ciao Marco,
il 2015 è stato un anno davvero impressionante per te. Ti sei tolto tante
soddisfazioni. Hai avuto riconoscimenti importanti ancora prima della
pubblicazione del tuo primo disco. Ma andiamo per ordine:

Come
è andata ad Arezzo Wave? Che tipo di esperienza è stata? Ti aspettavi di
vincere? Hai avuto modo di incrociare altre band interessanti?

Suonare ad Arezzo Wave è stata la
mia prima occasione per provare a mettermi in mostra, speravo tanto nella vittoria
per ottenere più visibilità possibile, oltre che per gioia personale. Poi
arrivando, ho avuto anche la possibilità di esibirmi al BIME a Bilbao e prossimamente
all’Eurosonic a Groningen. Le band che ho conosciuto durante le selezioni del
festival sono state tante ma quella che più mi rimane impressa anche ora sono
Le Sigarette. Per quanto riguarda la vittoria, il mio pessimismo mi ha portato
a mille elucubrazioni mentali, che non ce l’avrei mai fatta, mentre tutta la
gente e gli amici intorno a me davano quasi per scontato la vittoria, ma per me
averlo vinto è stata una bella sorpresa e una grande soddisfazione.

Come
è andata a Bilbao, al BIME? Come ti sembra in questo momento la musica in Europa? Sembra
che tante cose si stiano muovendo credi che questo fermento sia interessante?

L’avventura del BIME è stata un
esperienza formativa importante, è stato il mio primo passo fuori dall’Italia,
ed ho potuto testare su pelle i vantaggi e le difficoltà di suonare all’estero.
Poi esordire in Europa direttamente in un festival dove il tuo nome compare
accanto a quello di alcuni che io ritengo dei mostri sacri della musica ti fa
tremare le gambe e ti mette alla prova. Il fatto che l’Italia si stia
affermando in Europa è solo che una cosa positiva, trovo sia giusto e anche se
con molto ritardo!

Ed in Italia invece? Come ti sembra la scena? Quali ti sembrano i limiti e
quali le caratteristiche positive di questo momento storico?

L’Italia è un terreno davvero
difficile da coltivare, anche se accennano a sbocciare le prime cose. Sembra
brutto da dire ma purtroppo i soldi sono importanti per riuscire a portare
avanti una carriera musicale e di quelli ce ne sono sempre meno. Il lato positivo,
molto positivo, è che la gente sta cambiando mentalità e ascolta molta musica
indipendente oppure va molto più volentieri ad un concerto di uno
“sconosciuto”. Secondo me anche i social network hanno dato un grande
contributo a questa cosa. Spero che questo continui sempre a crescere.

Parlando del tuo album… Ormai è prossimo
all’uscita. Cosa vuoi o puoi anticipare?

Si finalmente! Sarà un album che
sento molto mio, lontano da mille elucubrazioni mentali, tipo “è abbastanza
radiofonico questo brano?” o cose simili. Ho puntato molto sulla semplicità e
l’immediatezza con la quale scrivo i brani, costruire armature intorno a quelle
che sono le mie canzoni le avrebbe solo affondate. Ho avuto un ottimo team che
mi ha supportato, infatti ci tengo sempre a ringraziare i ragazzi del Kate
Creative Studio e di Impronte Records, Francesco Aprili ed Emanuele Triglia che
hanno suonato con me in questo album.

Come scrivi i tuoi brani? Ti piace partire, ad esempio, da un’idea melodica o
preferisci imbracciare la chitarra e seguire un riff oppure cambi ogni volta il
tuo approccio?

Come dicevo, ho la fortuna di
riuscire a tirare fuori brani con estrema spontaneità. Ad esempio “Killer” e “Rodeo” sono usciti fuori in pochi minuti, poi sono arrivati gli arrangiamenti.
Tutto comunque parte da uno scheletro di chitarra e voce, qualche volta col
piano.

Come immagini Wrongonyou tra 5 anni?

Cinque anni sono troppi, facciamo
due! Spero che Wrongonyou sia cresciuto nel frattempo e che ci sia sempre qualcosa
che continui a darmi lo stimolo giusto per fare tutto questo e molto di più, anche
se già adesso mi sento di dover ringraziare per tutto quello che si sta
muovendo intorno a me. Da parte mia la volontà è tantissima anche perché altrimenti
non saprei che altro fare.

In bocca al lupo! Grazie mille.