Toot: “La musica? Un fuoco che brucia dentro”

Stanno facendo molto parlare di se. Questa settimana sono artisti della settimana su MTV New Generation. Abbiamo avuto il piacere di incontrarli e di fare quattro chiacchiere con loro.

Ciao ragazzi, come stanno andando le cose? Ultimamente vi stanno succedendo tante belle cose: prima i frequenti passaggi nell’etere romano dalla seguitissima Radio Rock, ora artisti della settimana per MTV New Generation. Che cosa sta succedendo? Come la state vivendo?

Ciao!

Sta succedendo che il lavoro che abbiamo fatto nel corso degli anni culminato con l’ultimo album “Error 404” sta dando i suoi frutti; Radio Rock ci ha invitati a suonare live un lunedì nei suoi studi e da quel momento prima con “Sballo” e ora con “Nobody is Dancing” siamo entrati in alta rotazione, grazie soprattutto al supporto degli ascoltatori che hanno speso tantissime belle parole per le nostre canzoni.

Per MTV New Generation invece ci hanno consigliato di iscriverci, noi l’abbiamo fatto e ci hanno scelti come artisti della settimana; ne siamo onorati e, perché no, speriamo che ci scelgano come artisti del mese in modo da far vedere il nostro ultimo video a più gente possibile.

Insomma tante cose belle, che ci fanno tanto piacere e ci danno una bella spinta per continuare a fare come abbiamo fatto finora e anche di più.

Ci raccontate in breve la storia della band fino a questo punto e quali sono i progetti per il prossimo futuro?

La band nasce nel 2011; da lì abbiamo iniziato a crearci uno stile nostro mescolando tutto quello che potevamo. Piano piano lo stile, grazie ai primi due EP, si è sviluppato in maniera più coerente, fino al momento di rottura: dopo aver vinto un importante contest che ci ha permesso poi economicamente di registrate l’ultimo album, ci ha abbandonati (artisticamente) il vecchio cantante e frontman del progetto.

Un vero e proprio dramma (considerato che avevamo una registrazione vinta da fare) che abbiamo superato lavorando ancora di più, rimboccandoci le maniche e mettendoci in gioco su tutti i fronti.

E’ così che è uscito, grazie anche a tante collaborazioni, “Error 404”. 

Da lì in poi tutto lavoro di promozione per spingere al meglio il nostro lavoro: più date possibili ovunque, ospitate in radio, interviste e la realizzazione dei video, quello di “Sballo” ambientato al Pigneto a Roma, e quello di “Nobody is dancing” un trip allucinante.

E in tutto ciò la nostra coesione e affinità artistica è cresciuta sempre di più.

Per il futuro continuiamo a spaccare sempre, perché crediamo di poter portare la nostra musica sempre più lontano e di poterci togliere sempre più soddisfazioni.

Artisticamente già stiamo in fase produttiva, iniziando a capire dove ci vogliamo dirigere musicalmente per il prossimo lavoro.

Avete pubblicato i vostri due EP in free download poi è arrivato l’album con Sostanze Records. Com’è il rapporto con la vostra etichetta?

Sostanze Records è una delle realtà più genuine della scena musicale indipendente e non: una gestione orizzontale per un approccio diretto e disilluso con la realtà musicale.

Con loro si è stretto un forte legame di amicizia. Ci supportano e sopportano in tutto, ci consigliano e allo stesso tempo imparano da noi; è uno scambio reciproco.

Come vi sembra la scena musicale in Italia al momento? Quali ti sembrano i limiti e quali le caratteristiche positive di questo momento storico?

Per quanto riguarda la scena indipendente stiamo assistendo ad un bel fermento, almeno quantitativo: tanti progetti più o meno validi affollano l’ambiente.

Per quanto riguarda il livello mainstream invece mi sembra che i produttori abbiano poche idee valide; qualche tentativo di importazione di stili non propriamente assimilati.

La musica elettronica anche non se la passa bene: a parte pochi casi che riescono ad avere un’ottima visibilità a livello internazionale, non si riesce ad avere una scena attiva a livello innovativo, che sia credibile.

Il ruolo più importante lo gioca il pubblico e la fruizione della musica. E’ indubbio che stiamo vivendo un grande momento di passaggio, un’evoluzione è necessaria e sta già avvenendo.

Verranno sicuramente penalizzate delle categorie, ma sono innegabili le possibilità che ha introdotto il progresso tecnologico nella musica, il cui approccio è senz’altro più democratico rispetto al passato, con tutto ciò che c’è di positivo (ormai è possibile fare musica di qualità con poco) e di negativo (mercato saturo di prodotti tanti senza spessore artistico che affollano la scena a scapito di progetti più validi).

Come scrivete i vostri brani? Avete un approccio live o iniziate con un’attitudine più produttiva, davanti ad un computer?

Non abbiamo un vero e proprio modus operandi: può partire tutto da un riff di chitarra fatto in sala su cui poi costruiamo tutto il resto, oppure dal sequencer, con un synth, una ritmica elettronica che decidiamo poi di riempire con altri elementi suonati.

Fatto sta che le tracce sono in continua evoluzione, passando dallo studio alla sala: se una cosa non funziona in sala si risolve in studio, se manca qualcosa nel sound uscito dalla produzione si cerca di dargli autenticità nel lavoro suonato.

E’ anche per questo che ci poniamo pochi limiti, anzi forse uno solo: il nostro gusto; tutto il resto è un mezzo.

Che consigli vi sentireste di dare una giovane band che ha appena iniziato a suonare e a scrivere i propri brani?

Siate voi stessi, pensate al perché vi piace la musica. 

Pensate a produrre qualcosa che in primo luogo piaccia a voi.

La musica è esercizio e applicazione: la maestria si raggiunge con tanto tempo e tanti sacrifici, non buttatevi giù.

E non buttatevi giù neanche per le consuete insoddisfazioni che incontrerete sul cammino: basterà un’emozione che vi regalerà il vostro percorso musicale per dimenticarsi di 10 insoddisfazioni.

Per il resto se avete la passione e il fuoco che vi brucia dentro, avete già tutto!

Se invece parlassimo di diritto d’autore e vi chiedessi che ne pensate di Soundreef e del suo approccio analitico, veloce e trasparente alla gestione del diritto d’autore, voi che rispondereste?

Noi è ormai un po’ di tempo che stiamo con Soundreef; quando abbiamo conosciuto questa realtà e ci siamo informati sui servizi ci siamo iscritti subito.

E con enorme piacere siamo rimasti troppo contenti di aver fatto questa scelta.

Essendo poi noi per forza di cose non iscritti alla Siae (i nostri brani sono sotto licenze Creative Commons), abbiamo collezionato dei proventi che altrimenti avremmo perso completamente, soprattutto relativi a Soundreef Live dato che le performance dal vivo sono la nostra massima espressione.

Un team di gente seria, preparata e super disponibile supporta un’organizzazione e una gestione delle pratiche che sorprende per la sua semplicità e trasparenza.

Con un semplice aggettivo, una società moderna.

Grazie mille, ragazzi!

Grazie a voi

DAJE TOOT-TAAAAAAAA!!!