Tommaso Tanzini: “Essere onesti e continuare a sperimentare”

Tommaso Tanzini, classe ’86, inizia il suo percorso di musicista con i Criminal Jokers dei primi anni, gruppo folk punk di cui è cofondatore con Francesco Motta. 

Nel 2014 esordisce con il suo primo album solista “Piena” prodotto da Davide Barbafiera, con il quale sviluppa un percorso musicale che lo porterà alla produzione del secondo disco Giganti, appena pubblicato.

Iscritto a Soundreef sin dalla prima ora, abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e di fargli qualche domanda.

Ciao Tommaso, “Giganti” è il tuo secondo album solista, appena uscito. Cosa è cambiato rispetto al tuo primo disco “Piena”?

Giganti è un disco più lucido e razionale in cui racconto le mie inquietudini con più distacco e ironia, rispetto al disco precedente è meno lamentoso.

C’è stato qualche episodio curioso che ha condizionato la creazione di “Giganti”?

Una tarantola viveva nello studio/casetta di legno e dettava legge sul quando potevamo registrare o meno, senza parlare delle esalazioni provenienti da sottoterra che sicuramente hanno influenzato i vari mixaggi.

Come ti sembra stia cambiando la scena musicale oggi in Italia?

Mi sembra che il mondo della musica indipendente si stia avvicinando a quello mainstream. Siamo tanti e c’è sempre meno voglia di ascoltare da parte del pubblico, che influenza sempre di più le nostre scelte di produzione musicale e ci aiuta a rischiare sempre di meno e di conseguenza a essere sempre più democristiani.

Quali sono le caratteristiche che apprezzi di più di un artista?

La capacità di essere onesti. Credo che l’importante sia continuare a sperimentare, senza accontentarsi di un qualcosa che semplicemente funziona “bene”. Anche se però son sicuro che se facessi un disco di successo ripeterei immediatamente lo stesso format al disco successivo per sempre nei secoli dei secoli.

La Toscana è sempre stata una terra particolarmente attiva e sembra molto prolifica da un punto di vista musicale. E’ realmente così? Se si, come mai secondo te?

La scena toscana è molto provinciale, questo ti può aiutare ad essere molto sincero nell’esprimere certi concetti ed essere riconoscibile nel panorama italiano ma allo stesso tempo siamo delle iene che venderebbero la propria anima per un po’ di successo, raccattiamo di tutto, da qui “La guerra per le briciole”.

Come mai hai scelto Soundreef? Come ti trovi?

Ero negli uffici della Siae per sapere se ai miei concerti avrei dovuto compilare il borderò per le mie canzoni non depositate; la risposta che mi hanno dato è stata: «No, non serve, ma se non sei iscritto alla Siae chi ti viene a vedere ai tuoi concerti?». Allora ho deciso di cercare su internet un’alternativa.