Soundzine #04: ?Alos

Gli artisti che provengono dalla scena DIY come non li avete mai visti. ‘Soundzine’ è la rubrica, a cura di Ale Kola, dedicata agli artisti che hanno fatto di autoproduzioni ed autogestione uno stile di vita. E ora hanno deciso di collaborare con noi. Aneddoti, filosofie, vita vissuta, confronti tra culture ed epoche diverse. Ecco l’intervista ad ?Alos, progetto solista di Stefania Pedretti, voce degli oVo.

Ciao Ste. Si è concluso da poco il festival di Sant’Arcangelo, dove sappiamo , hai curato la direzione artistica. Ci vuoi raccontare com’è andata e/o qualche curiosità in merito?

Ciao Ale e ciao a tutt*, si quest’anno insieme a Francesca Morello abbiamo curato la programmazione musicale del festival di teatro Santarcangelo Festival. Lavorarci e sentirsi parte e complice di un festival che esiste da 47 anni e che ha come protagonisti i migliori registi e compagnie del teatro contemporaneo internazionale è stato stupendo e ricco di grandi sorprese. Dobbiamo ringraziare la curatrice Eva Neklyaeva e la co-curatrice Lisa Gilardino, per aver avuto l’idea di inviarci a fare da curatrici musicali.

Il Festival è andato molto bene e c’è stata una grande risposta di pubblico, i concerti ed i progetti musicali/artistici sono piaciuti tantissimo, in particolar modo ci ha stupito il grande successo del dopo-festival, a cui è stato dato il nome Imbosco, che si è svolto in un tendone da circo in una radura vicino al paese. E’ stata una partecipazione continua che ha trasformato il posto in un punto fisso di incontro e scambio di energie.

Da parte mia una grossa soddisfazione è stata la risposta super positiva alle 3 performance proposte dai Phurpa, gruppo russo che si può iscrivere nella scena metal. I loro live, che sono praticamente dei rituali che seguono i dettami di una religione pre-buddista, si sono svolti in 3 location speciali: al dopo-festival, nella grotta comunale di Santarcangelo di Romagna e nell’orto del monastero dei Cappuccini. Altra grande sorpresa è stato il live della rapper svedese Gnučči, che si è svolto in Piazzetta delle Monache. Un live super energetico che ha smosso tutto il pubblico, dai bambini alle persone più anziane. Il fatto che tutti gli eventi musicali siano gratuiti è uno dei punti forti del festival e cosa abbastanza rara visto la qualità dei concerti, si ha quindi la possibilità di avere un pubblico super vario, curioso e numeroso.

Sei da tantissimi anni attiva nella scena underground. Da sempre antisessista, antispecista e ovviamente antifascista. Hai mai riscontrato del machismo e del sessismo negli ambienti liberati?

Grazie per questa domanda, che viene posta molto di rado. Sinceramente e fortunatamente non ho mai subito o assistito ad atteggiamenti esplicitamente machisti, sessisti od omofobi. Penso, però, che velatamente continuino ad essere parte di moltissime persone, soprattutto nel linguaggio comune, molti continuano ad usare termini tipo “frocio”, “negro” ed altri termini politicamente scorretti, non pensando che sono parole che hanno un peso, quando lo faccio notare, mi viene risposo che è per scherzo e che non c’è nulla di male visto che, la persona che le utilizza, non è omofoba, sessista, razzista, ecc.

Su questi punti c’è ancora molto da lavorarci. Da un po’ di tempo, però e soprattutto nell’ultimo periodo mi chiedo molto spesso: l’essere donna crea ancora delle differenze nell’affermazione o nella crescita a livello artistico? Questo è un punto che credo sia ancora spinoso, non sono ancora giunta ad una riflessione conclusiva. Ancora oggi in moltissimi festival in cui suono sono l’unica donna. I gruppi, soprattutto nella scena Heavy, continuano ad essere principalmente maschili, in altri ambienti però, sempre più ragazze suonano, ad esempio nell’elettronica le donne sono moltissime.

Ora parliamo del tuo progetto solista, “? Alos”. Quando nasce, come mai hai sentito la necessità di questo tuo percorso nonostante già attiva con i mai fermi Ovo.. ?

Alos nasce nel 2003, ormai molti anni fa. E’ nato e continua ad essere un progetto in cui posso esprimere maggiormente e con più forza il mio lato performativo e bizzarro: il punto fondamentale è essere multidisciplinare e non solo musicale. Quando l’ho creato per il primo anno è stato solo performativo, preparavo e servivo piatti vegan alle inaugurazioni delle mie mostre o per altri eventi d’arte. Solo in seguito ho cominciato a fondere questa performance con la musica, salendo su un palco cucinando un piatto vegan mentre suonavo la chitarra e cantavo.

Negli ultimi anni ho invece cercato di dare più rilevanza al lato musicale e al lato metal del progetto affinandolo e dedicando più cura all’arrangiamento dei dischi e organizzando ancor più tour in Italia ed all’estero. Ora sono di un nuovo momento di passaggio in cui desidero nuovamente fondere la musica e la performance e sottolineare maggiormente il lato sciamanico dei miei live/performance. Un altro punto fondamente fin dal principio in ?Alos è l’aspetto di critica sociale e politica, con ?Alos , utilizzando linguaggi differenti, cerco di portare una riflessione sul ruolo della donna e sul mondo queer.

Sappiamo che con il duo sopracitato e’ fondamentale la dimensione live. Avete infatti suonato ovunque in Europa, Usa e Russia compresa. ?Alos e’ un progetto da studio o anche in questo la dimensione il live è importante?

Con Ovo e anche con ?Alos siamo riusciti ad arrivare anche in Asia, esperienza stupenda e che speriamo di rivivere il prima possibile. In ?Alos la dimensione live ha ancora più importanza, il punto focale era attivare tutti i 5 sensi dello spettatore. Negli anni ho fatto molti dischi e con il tempo ho sentito la necessità di ridefinire anche il lavoro in studio e nuovi modi di arrangiamento dei pezzi, ma ?Alos rimane un progetto che riesce ad esprimersi ed avere completezza solo nei live perchè voglio che sia un “esperienza” qualcosa che ti entra e ti smuove.

Ed eccoci alla domanda di rito: come ti trovi con Soundreef, tu che hai fatto sempre del DIY un tuo punto fermo?

Sinceramente molto bene, mi sembra che si riesca a rispettare e tutelare l’aspetto diy di un gruppo o di un luogo e allo stesso tempo tutelarne la musica. Mi sembra che la libertà sia uno degli aspetti a cui tenete anche voi e su cui state lottando.