Ottone Pesante: «Il nostro metal si suona con i fiati»

Gli Ottone Pesante sono una delle brass band più interessanti in circolazione. Chi ha avuto il piacere di vederli dal vivo in trio trombone, tromba e batteria sa quanto sono impressionanti per originalità, resa e mole di suono. Ci siamo fatti raccontare di loro dal fondatore Francesco Bucci.

Quando, come e perchè nascono gli Ottone Pesante?

Ottone Pesante nasce ufficialmente nel 2015 con l’uscita del primo EP, ma in realtà ho cominciato a lavorarci già dall’estate 2013.
Nasce essenzialmente per l’esigenza di trovare un nuovo modo di suonare il trombone (nel mio caso), un modo che sia il più estremo possibile tecnicamente, fisicamente e anche dal punto di vista della resa sonora su questo strumento.

Un altro motivo più pratico fu la ricerca di qualcosa in cui non ci fosse bisogno di altro (oltre a tromba e trombone), tranne una batteria.
Il come è abbastanza casuale.
Sostanzialmente suono il trombone da 20 anni ormai, ma la musica che mi appassiona di più e che conosco meglio è il Metal, quindi con Ottone Pesante sono riuscito a far combaciare le 2 cose.

La scintilla che fece accendere la lampadina si chiama “Death Bells”.
È un pezzo che scrissi a 2 voci (tromba e trombone) con lo scopo di pubblicizzare la sezione fiati che avevo (e che ho tutt’ora) insieme a Paolo (trombettista di OP).
Dopo averlo registrato mi resi conto che da lì si poteva partire con qualcosa di più sostanzioso e date le premesse e fissato l’obiettivo, non potevamo chiamarci altrimenti.

Quanto è importante per voi la dimensione live e che attitudine avete in studio?

La dimensione live è fondamentale.
È lì che si trasmette veramente qualcosa al pubblico, è lì che si vede se un gruppo è veramente valido oppure no e, banalmente, è lì che il musicista riesce a “portarsi a casa la pagnotta”. Fino ad ora abbiamo avuto un approccio molto live anche in studio.

Che tipo di approccio compositivo avete? Dopo tanti concerti dal vivo, è cambiato? Se sì, come?

Sono io che mi occupo di scrivere la musica e dopo tanti concerti l’approccio è sempre quello.

Diciamo che i pezzi nascono in 2 modi:
1) di solito raccolgo idee che mi vengono mentre improvviso al piano o al trombone, oppure registro su carta riff che mi risuonano in testa e poi quando ho tempo le sviluppo  e/o le metto insieme;
2) mi metto al trombone o al piano con un’idea ben precisa in testa e in un pomeriggio il pezzo è pronto

Una volta che il pezzo è pronto, lo scrivo al computer e faccio le parti per tromba e batteria.
In sala prove (e sempre più spesso direttamente dal vivo) affiniamo l’insieme.

Scena DIY ma non solo. In che stato di salute è oggi la musica in Italia?

Secondo me c’è molta musica buona che fa fatica a uscire e c’è molta musica inutile che non fa fatica per niente.
Credo che se ci fosse un po’ più di serietà e di coraggio da parte di tutti gli addetti ai lavori, musicisti in primis, le cose andrebbero meglio anche perchè c’è veramente bisogno di buona musica.

Che consigli dareste ad una band che sta iniziando oggi il proprio percorso?

Per prima cosa la musica. Serve avere le idee chiare in testa su cosa si vuol fare.
Poi bisogna chiarirsi sugli obiettivi: vuol essere un lavoro o un passatempo?
Nel caso la risposta sia la prima, servono capacità e soprattutto molta forza di volontà, perchè, specialmente all’inizio, bisogna fare tutto da soli.

Perchè Soundreef?

Ho scelto Soundreef perchè è più semplice e conveniente per tutti, organizzatori e musicisti.
Purtroppo SIAE si è seduta sugli allori e ormai fa parte di quegli addetti ai lavori che mancano di serietà e coraggio.

Con Soundreef si risparmia tempo e denaro ed è fondamentale in questo periodo per sopravvivere di musica. In alcuni casi il borderò Soundreef è costato 1/5 rispetto a quello SIAE: una differenza immensa che permette, specie ai piccoli locali, di fare più musica dal vivo e al musicista di guadagnare qualcosa in più.

Ancora non è semplice perchè molti gestori hanno paura di SIAE e non si fidano, altri fanno dei forfait con SIAE e non sono disposti a fare un borderò in più.
Per me è stata una scommessa, ma mentre il vecchio sistema arranca, Soundreef è in grande crescita.