Nicole Stella: “Servirebbero più spazi per i nuovi cantautori”

Atmosfere folk e acustiche con incursioni rock, pop e blues: è la ricetta della cantautrice Nicole Stella. Anche lei fa parte dei più di 8.000 autori italiani che hanno scelto di affidarsi ai nostri servizi per la gestione delle proprie royalty. Abbiamo avuto il piacere di incontrarla e scambiare qualche parola con lei.

Ciao Nicole, “Something to say” è il tuo nuovo album? Come è nato? Quali sono le principali differenze rispetto a “New Day”, il tuo album d’esordio?

“Something to Say” è il mio secondo album. Ho deciso di mettermi a lavorare ad un nuovo progetto discografico circa un anno e mezzo fa, a seguito del mio rientro in Italia dopo un periodo nel Regno Unito. Rispetto a “New Day”, si tratta di un lavoro più completo, in cui le canzoni sono in qualche modo unite da un filo conduttore, ossia la ricerca della libertà. Non è un vero e proprio concept album, ma, a lavoro finito, mi sono resa conto che il tema ricorrente era quello. Inoltre, rispetto a “New Day”, che ho registrato da sola, ho collaborato con altri musicisti, tra cui Davide Lepido (batterista e fonico che mi ha aiutato anche con un paio di arrangiamenti), Claudio Benvenuto (chitarra elettrica) e Giorgio Campera (basso).

Con “Something To Say” ho avuto più tempo per ragionare sul sound che volevo trovare e mi sono concessa di sperimentare un po’ (soprattutto in due canzoni, “A Letter” e “Dead End”). Grazie ai musicisti coinvolti e alla loro competenza, credo di essere riuscita a ottenere ciò che volevo.

C’è qualche aneddoto relativo alla creazione dell’album che ci puoi raccontare?

Ho registrato un nucleo consistente del materiale nel giorno del mio venticinquesimo compleanno. Non è un vero e proprio aneddoto, ma è stato un bellissimo modo per festeggiare!

Come nasce una tua canzone? Nasce prima un’idea di messaggio da veicolare o una melodia o un’idea ritmica o che altro?

Di solito parto da un’idea armonica su cui costruisco una melodia e poi il testo. A volte il messaggio che voglio trasmettere è molto chiaro fin dall’inizio, ma più spesso si costruisce passo passo. Dipende tutto dal mood del momento. Alcune canzoni dell’album partono da un’idea precisa, ad esempio “Houdini”, che è nata con l’intento di usare la figura dell’escapologo come metafora di una libertà ricercata e trovata. “Something To Say”, invece, l’ho scritta più “di pancia”, in un momento di rabbia. Alla fine credo si sia evoluta in un’idea più complessa, che tocca il tema del giudizio, dei condizionamenti che riceviamo dall’esterno, ma anche di quelli che ci portiamo dentro. C’è anche una critica ad un comportamento ben preciso, ormai diffusissimo sui Social: tutti vogliono “dire la loro”, a volte senza sapere di cosa parlano. Sembra un paradosso, ma in questa canzone, in pratica, dico che preferisco tacere e godermi la libertà del silenzio.

Cosa pensi della attuale scena in Italia?

Purtroppo la scena musicale non è delle migliori, ma alcuni amici all’estero mi dicono che si tratta di un trend comune. L’aspetto positivo della realtà italiana è che ci sono molti locali in cui si fa musica live (nonostante molti stiano chiudendo e il dato cambi parecchio da città a città). L’aspetto negativo, forse, è la poca apertura verso musica nuova e i musicisti che propongono inediti. Si sa che cover e tribute band vanno sempre di moda, ma sarebbe bello avere degli spazi dedicati ai nuovi cantautori.

Quali sono i tuoi progetti il futuro prossimo?

Settimana prossima inizierà un tour per presentare “Something To Say”. Sarò in varie zone del nord Italia e, nei prossimi mesi, all’estero. Si aggiungono quotidianamente nuove date, ma per il momento posso dirvi che inizio a Milano (al Joy), poi sono a Pavia (al Caffè Teatro, il 19), a Biella (al Caffè Marconi, il 21) e a Bologna (al Rapsodia Caffè, il 28).

Dopo il tour vorrei iniziare a pensare ad un nuovo progetto discografico.

Perchè hai scelto Soundreef?

Ho scelto Soundreef per la chiarezza e la trasparenza nella gestione dei diritti e per la facilità con cui è possibile, per un gestore, richiedere i permessi per una serata. Un altro motivo è la vostra disponibilità a rispondere alle domande degli artisti, la presenza costante del vostro team in caso di dubbi.

Grazie Nicole. In bocca al lupo!