Mr Everett, chiamalo pure ‘Cyber-Pop Perfomativo’

Ph: Color Photo

In uscita con l’album d’esordio, Mr Everett è un interessante progetto che sarà protagonista della serata targata Soundreef Waves del 23 settembre a Roma all’interno del Live Cinema Festival. Il progetto si basa su Mr Everett, un non-personaggio, un’identità collettiva che nasce dall’unione di tre animali e un cyborg: Rupert. Ne abbiamo parlato con Alessio Festuccia, una delle anime che si nasconde proprio dietro Mr Everett.

Ciao Alessio, come nasce e come definiresti il progetto Mr Everett?

Ciao! Mr Everett nasce dalle ceneri di un gruppo che esisteva già qualche anno fa, i Levolken. Parte dei componenti e Rupert stesso (il cyborg) si conoscevano già per via di questa band e mi hanno poi coinvolto in un nuovo progetto più complesso che è poi diventato Mr Everett. Nel tempo abbiamo poi inglobato diverse altre figure professionali dentro quello che è diventato quasi un collettivo, di fatto, tra cui l’indispensabile Anna Paladini: talentuosa illustratrice che cura la direzione artistica generale del progetto.

Mr Everett sfugge ogni definizione per via della sua natura ibrida e mutevole; siamo stati comunque costretti a circoscriverlo nell’eccentrica definizione di “Cyber-Pop Performativo”.

State lavorando ad un disco? Quando uscirà? 

Questa è un’anticipazione del tutto inedita: un album c’è!

Uscirà per l’etichetta bolognese HMCF, diviso in due capitoli: due EP che rappresentano due momenti differenti della narrazione del viaggio di Rupert e che andranno a confluire in un unico disco, più avanti.

Il primo EP è stato mixato e masterizzato da Andrea Suriani all’Alpha Dept. di Bologna e vedrà la luce già tra qualche mese, per il secondo bisognerà aspettare l’anno nuovo. Attualmente stiamo lavorando sul primo video, per la regia del duo KART (Giovanni Bolondi e Murad Suleymanov), l’uscita è prevista per Novembre.

Utilizzo delle macchine e composizione: quanto si sovrappongono questi due aspetti nella vostra musica?

Direi che in pratica combaciano del tutto, anzi: come spesso accade nell’elettronica uno stimola l’altro. Può capitare spesso che un pezzo nasca da un sample improbabile che troviamo in giro su internet, un loop che evoca un’atmosfera che noi riconduciamo al nostro universo, ed ecco che intorno si viene a costruire con naturalezza quello che poi diventa una canzone. Francesco (il cantante) dall’Inghilterra ci registra sopra delle voci che poi io taglio e cucio di nuovo, rimandandogliele indietro. Un flusso intermediale alimentato da contaminazioni che per ora ha funzionato molto bene, nonostante la distanza.

Parliamo invece della componente performativa: quanto è importante nel vostro progetto? 

La performance è un aspetto imprescindibile del concerto: è soprattutto attraverso il movimento e le coreografie (grazie al nostro instancabile coreografo Mario Cocetti) che la storia viene raccontata. Rupert viene acceso all’inizio del live e da lì parte il suo viaggio alla riscoperta di sé, della propria voce, del proprio corpo e del suo mondo, che esplora durante tutto il concerto. Come i visual (curati da Alessio Tosoni) fungono da scenografia mobile di questa narrazione, anche il gesto veicola il messaggio e, coordinati alla musica, raccontano il mondo di Mr Everett.

 La dimensione live di Mr Everett. Cosa deve aspettarsi chi verrà a vedervi al Live Cinema Festival di Roma il 23 settembre?

Se non si è mai visto il nostro live è difficile da raccontare…! Il consiglio è quello di venire a vedere con i propri occhi, ma non solo: durante il live gli spettatori hanno la possibilità di “suonare” letteralmente i sensori che Rupert ha sul corpo e partecipare attivamente alla performance. Ovviamente ai live si balla anche parecchio, d’altronde facciamo pur sempre synth pop!

Perchè Soundreef?

Soundreef è la risposta alle infinite domande che ogni musicista si pone all’inizio e durante la sua carriera. Un passo avanti verso il considerare finalmente anche in Italia quello del musicista come un lavoro a pieno titolo, tutelato sul serio e in modo limpido. I pezzi del mio progetto solista Aléfe sono registrati nel database Soundreef e, a distanza di un anno, continuo a reputarla la scelta migliore.

Grazie mille Alessio e in bocca al lupo!