Franz Rosati: “La scena elettronica italiana è viva e vibrante”

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Franz Rosati, produttore, musicista elettronico, sound & visual artist, di recente passato a Soundreef. Ci ha prestato i suoi occhi per fare una panoramica sulla scena elettronica attuale e su quali sono le nuove tendenze.

Ciao Franz, da producer, quali sono le principali e più interessanti tendenze della musica elettronica di questo periodo storico a tuo avviso?

Sicuramente c’è il recupero di quel connubio delicato tra psichedelia e sonorità industrial potenti e devastanti, come poi era originariamente… Basti pensare a Throbbing Gristle, Coil, Test Dept. o Einstürzende Neubauten fino ad arrivare al power electronics dei Whitehouse e tanti altri, cosa che negli ultimi anni si era un po’ persa dietro approcci per i miei gusti un po’ troppo muscolari e/o virtuosistici. Insieme a questo la capacità che molti artisti hanno di trascendere dal genere musicale e saper riadattare stilemi provenienti dal metal estremo all’interno di matrici sperimentali o pseudo-techno.

Seguo con particolare attenzione al momento  Shelley Parker tra le musiciste che mi hanno colpito maggiormente negli ultimi anni, capace di live esiziali e devastanti e dischi incredibili come Sleeper Line sapendosi dosare anche con la techno più sopraffina e chirurgica. 

Potrei continuare con una lista abbastanza lunga colorata che va da Roly Porter, Paul Jebanasam passando per Russesl Haswell, Florian Hecker, Lorenzo Senni, Roberto Crippa, Shit&Shine, Nicola Ratti, Plaster, Franck Vigroux, Amnesia Scanner, WWWINGS, me ne vengono in mente tantissimi.

Come ti sembra oggi la scena elettronica in Italia rispetto al resto d’Europa?

Vista dall’interno, pensando a tutti gli amici e colleghi con cui capita di confrontarsi, penso tra le più vive e vibranti, dove spesso c’è meno attenzione per “la cosa del momento” e si trovano sempre realtà ed artisti piuttosto autosufficienti e assolutamente singolari. Da non sottovalutare la quantità di spazi, associazioni culturali o festival che smuovono terreno da anni e permettono a noi musicisti ed artisti di esistere…gli esempi più palesi sono Flussi Festival ad Avellino ed il circolo culturale Dal Verme qui a Roma.

Connessioni audio/visuals: sempre di più la musica, soprattutto quella elettronica, è legata a doppio filo alle immagini. Come sta cambiando l’utilizzo dei visuals, se sta cambiando? 

Non so se sta cambiando, per quello che è il mio terreno di ricerca sicuramente la possibilità di sviluppare uno scenario virtuale, di complessità pari a quella di un videogame con quasi qualsiasi laptop in commercio è qualcosa che 10 anni fa non era esattamente alla portata ed oggi rappresenta invece una approccio artistico definito e quasi in corso di storicizzazione. Sicuramente c’è una maggior consapevolezza dell’apparato drammaturgico; vedo che sempre più persone cercano di raccontare qualcosa e non si accontentano più di creare una certa palette cromatica o illustrare un processo complicato, insomma ora che si è acquisita la padronanza di certi strumenti “nuovi” si sta tornando con un occhio più attento alla cura del contenuto e della narrazione.

Come mai hai scelto Soundreef per gestire i tuoi diritti d’autore?

Mi piacciono contesti e strumenti semplificati, egalitari ed economici in termini di tempo e gestione dove sono chiari i miei diritti, come quello di scelta, e doveri. 

Grazie mille, Franz!

http://www.franzrosati.com