Booking, l’arte di organizzare concerti

Organizzare concerti, tour e produrre eventi: ne abbiamo parlato con Nausicaa Milella, agente di booking di lunga esperienza, che lavora ed ha lavorato con molti nomi dell’hip hip e del reggae italiano. Tra i vari artisti anche il nostro Adriano Bono.

Ciao Nausicaa, come ti sei avvicinata a questo mondo e a questo lavoro?

Trovandomi al posto giusto nel momento giusto. Durante una serata ho conosciuto i titolari di Wayout Eventi, un’agenzia di booking specializzata nell’organizzazione e produzione di concerti reggae, con cui ci fu un’immediata intesa e di lì a poco mi avrebbero offerto un posto di lavoro nella loro agenzia appena nata. Dopo 7 anni in Wayout, ho lavorato in OTR Live e dal 2011 sono indipendente. Ora gestisco il booking di Adriano Bono, Bassi MaestroMacro MarcoThe Smoke Orchestra e di tutta l’etichetta Unlimited Struggle (che ha nel roster artisti come Stokka e MadBuddyDj ShoccaMistamanFrank Siciliano, Microspasmi e molti altri).

Come è cambiato il lavoro del booking da 10 anni a questa parte?

Per quel che riguarda me, adesso ho una responsabilità ancor più diretta dei Tour e ci tengo che tutto sia molto preciso, che l’artista e le organizzazioni percepiscano la cura dei dettagli, che ogni passaggio sia ben verificato: dai viaggi, alla parte tecnica, sino all’accoglienza. Credo in una metodologia di lavoro collaborativa, al fine di trovare sempre una buona soluzione per tutte le parti coinvolte.

Come scegli gli artisti con cui lavorare?

In molti casi sono stati loro a scegliere me, ma è anche una questione di empatia personale e artistica. Per me il fattore personale è molto importante.

Lavorando nel mondo della musica da diversi anni, riesci ancora ad ascoltare la musica senza sovrastrutture o preconcetti?

Ascolto con curiosità e se un brano “gira bene” me lo immagino in radio.  In realtà amo molto anche la musica classica con il suo linguaggio immaginario (sarà per la mia formazione, studiavo flauto traverso e mi sono laureata al DAMS indirizzo musicale).

E i concerti riesci a goderteli? Oppure ti soffermi sui vari aspetti produttivi?

(n.d.r. ride) Non posso fare a meno di notare i problemi tecnici sul palco, ma poi mi lascio trasportare dalla musica.
Mi piace osservare ogni singolo musicista nella sua personalità ed espressioni, e non posso fare a meno di seguire anche il lavoro dei tecnici.

Come sono oggi le location in Italia?

Spesso ben organizzate e con validi direttori artistici: alcuni di loro sono punti di riferimento della scena da tanti anni.
Ci sono anche tanti giovani promoter che hanno voglia di organizzare bene gli eventi: con alcuni, seguendoli passo passo, abbiamo realizzato davvero belle produzioni. In più di un’occasione me li sono presi a cuore.

Cosa consiglieresti a chi inizia oggi l’attività di booking?

Di avere tanta pazienza e concentrazione, di essere conciso nella comunicazione, veloce e preciso (e gentile) nel rispondere alla mail o alle telefonate. Quando lavoravo in agenzia io osservavo tanto quel che succedeva intorno a me, cercavo di imparare anche con gli occhi. Sono molti i passaggi da tenere bene in mente: produzione, logistica, promozione, amministrazione. E’ inoltre importante capire bene quali sono le esigenze del singolo artista.

Cosa ne pensi di Soundreef?

So che gli artisti che seguo iscritti a Soundreef sono molto soddisfatti per la trasparenza e per la puntualità dei servizi. Adriano Bono, in particolare, che è stato uno dei primi ad aderire, è un grande sostenitore. I promoter stanno iniziando a conoscere sempre di più Soundreef e alla fine apprezzano l’idea e il significato del progetto.

Grazie mille, Nausicaa. A presto!

 

Foto Libera/Andrea Calistri