Denis Longhi, dal Jazz Re:Found a Distretto 38 tra sperimentazione e club culture

Inizia domani a Trento la nuova edizione di Distretto 38, l’interessante festival dedicato a sperimentazione e club culture a cura di Denis Longhi, direttore artistico del Jazz Re:Found di Torino e di Alberto Campo. Soundreef è content partner del Festival: sabato il nostro Lucian Beierling partecipa ad un talk e domenica il live gratuito di Dj Khalab. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Denis che ci ha dato qualche anticipazione.

Ciao Denis, come nasce Distretto38 e con che obiettivi?

Ciao! Distretto 38 è stata la naturale conseguenza e l’edificante risultato del movimento di rinnovamento intrapreso dal Centro Servivi Culturali Santa Chiara nel 2015, sotto la direzione dell’ambiziosa progettazione di Francesco Nardelli. Grazie alle stagioni Jazz’About e Transiti (curate dal sottoscritto e da Alberto Campo) ed una serie di eventi mirati al rinnovamento del pubblico e dei linguaggi delle arti performative, Trento e Rovereto sono diventate in breve un ‘distretto’ nella mappa del Nord-Est capace di​ ​creare attenzione ​e ​indotto nel settore dell’intrattenimento culturale.

Distretto 38 è il progetto che sintetizza e declina i vari percorsi musicali sulla piattaforma della musica elettronica.

Come ha accolto Trento un Festival di musica e innovazione come Distretto 38?

​Direi che le caratteristiche del territorio, in cui è già ​da tempo in corso ​un processo ​di sviluppo ​culturale e di servizi avanzato, sia nel settore del turismo che della ricerca tecnologica​,​ ha giocato a favore. Spazi come il Mart o il Muse raccolgono già di per se’ attenzione e fanno da contenitori ideali per la veicolazione di un certo tipo di contenuti.

Ovvio la posizione geografica non è di semplice ed immediata accessibilità, sia la rete ferroviaria che autostradale non sono centrali nella consuetudine dei Festival-Goer, ma in questo triennio è evidente la crescita della ‘brand identity‘ di Distretto 38 a livello interregionale​,​ e ​grande​ consapevolezza del valore di questo evento da parte della comunità locale.

Line up: nomi importanti affiancati da contenuti di qualità. Qual’è l’equilibrio giusto per un Festival?

​In questo caso specifico occorre mediare tra ricerca/sperimentazione e club​-​culture. Ripetere il canovaccio dei top Dj, allestendo una lineup troppo scontata e orientata al dancefloor non è la mission di questo progetto. Diciamo che la co-direzione artistica condivisa tra me ed Alberto Campo aiuta molto ad ibridare concetti e contenuti, in cui l’eccessiva spinta sperimentale di Alberto viene calmierata dalla mia visione, mentre la naturale indole legata al clubbing e alla club​-​culture che arriva dal mio immaginario, viene arginata da Alberto. Siamo molto diversi ma complementari e nonostante gli accesi confronti abbiamo trovato un processo creativo e lavorativo ottimale per i risultati attesi.

Quali sono i criteri con cui sono state fatte le scelte artistiche di Distretto 38?

​Sicuramente le scelte vengono fortemente condizionate dalle venues, non solo per le loro capienze ma per rispettarne la coerenza stilistica e valorizzarne le caratteristiche​,​ esaltando ​la sinestesia tra il suono e l’ambiente architettonico.

Tu sei anche il direttore artistico di un altro Festival molto interessante: il Jazz Re:found a Torino. Come differenzi le proposte dei due Festival?

​Diciamo che Distretto 38 è un pò il crossover tra la stagione teatrale di Trento Jazz’​About e Jazz:Re:Found Festival a Torino.

Cerco di tenere separati i concept, ​le​ ‘brand identity’ e gli approcci di comunicazione, ovviamente invece i contenuti per quanto diversi arrivano tutti dalla stessa matrice.

Quali ti sembrano oggi i fenomeni e le novità più interessanti sulla scena Europea? Ed Oltreoceano?

​Sicuramente in Europa in questo momento la nuova scena Jazz​ inglese è quanto di più interessante e meritevole di attenzione. Negli ultimi 2/3 anni è esploso letteralmente un movimento che per qualità e portata potrebbe essere assimilabile al periodo del trip hop negli anni ’90 (Massive Attack, Portishead, etc..). Artisti come Shabaka, Kamaal Williams, Nubya Garcia, Moses Boyd sono e diventeranno autentici riferimenti per il prossimo decennio e stanno finalmente abbattendo la retorica e stucchevole barriera tra live music e club culture. Stanno ridefinendo il concetto ma ​anche ​la stessa grammatica del Jazz.

Oltreoceano non guarderei solo agli Stati Uniti, dove il reprise della Black ​Music ​e dell’Hip Hop è in grandissima salute, ma guarderei ​anche ​all’​O​ceania dove si stanno affermando tra i più interessanti progetti sia dal punto di vista dell’estetica sonora che della performance live per quanto riguarda il mio ​personale ​gusto. Oltre a Hiatus Kaiyote, Lord Echo o Fat Freddy’s Drop, nuove generazioni stanno certificando un nuovo suono made in Australia/Nuova Zelanda capace di mediare tradizione e avanguardia come in pochi riescono a fare.

Come è nata questa nuova collaborazione con Soundreef? E come si svolgerà all’interno di Distretto 38?

​Il tutto è nato grazie a Raffaele Costantino, curatore di Soundreef Waves di cui sono stato ospite lo scorso anno.

Dopo avere scoperto l’ambiziosa progettazione di Soundreef, ho deciso di provare a proporre allo staff di SR la partecipazione ​a​ Jazz:Re:Found​ Festival​, sia nella veste di relatori per un Talk/Panel informativo, che di Content Partner nel proporre artisti da fare esibire sul palcoscenico di JZ:RF. Essendo molto ben riuscito questo primo appuntamento, ho deciso di riproporre una collaborazione anche nel contesto Trentino, sia per dare evidenza alla meritoria mission di SR, che per proporre un artist​a​ ​che stimo molto e a cui sono molto legato, ovvero Dj Khalab che verrà presentato appunto da SR.