L’Avversario: «Amo la musica in cui c’è ricerca!»

Ogni giorno scoviamo interessanti novità nel catalogo Soundreef. Ed è stato così anche per Andrea Manenti aka L’Avversario.
Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e ci ha raccontato del suo progetto e del suo primo videoclip “Le Feste”.

Ciao Andrea, con che idea e quando nasce L’Avversario? 

L’avversario è un progetto nuovo, che ha esordito questo ottobre con il primo singolo, “Le Feste” e che uscirà con un disco nel 2018 intitolato “Lo Specchio”.
E’ un progetto sperimentale, di ricerca musicale, cantato in italiano.

Che progetti hai per il futuro?

Essendo questo un lavoro fatto in studio, da solista, mi sono trovato 3 compagni di viaggio molto bravi e insieme abbiamo preparato il live, lo abbiamo riarrangiato interamente per farlo dal vivo.
Il disco è piuttosto elettronico, ma dal vivo mi piace suonare più acustico.

Come ti appare oggi la scena italiana?

Questa è una domanda molto difficile perché la scena italiana è un casino anche solo da descrivere, c’è veramente di tutto.
Ci sono proposte che trovo interessanti soprattutto in ambito underground. Il modo in cui molti amano cantare in italiano non mi piace tantissimo, quindi diciamo che ho dei gusti molto specifici. Amo sentire la lingua italiana usata in modo poco convenzionale, sentire che c’è della ricerca di un suono, dietro a una voce, trovo che questo succeda più spesso quando c’è una band con un suo suono caratteristico, per esempio nei Bachi da Pietra ma questo accade anche in altri ambiti più “trasversali” come i lavori di Murubutu, e addirittura in alcuni cantautori contemporanei (per esempio Iosonouncane, o Andrea Lazlo De Simone).

Quali sono secondo te i fenomeni più interessanti a livello internazionale?

Mi piacciono le musiche molto contaminate: King Krule, James Blake, Hollie Herndon… poi ci sono artisti che ascolto da sempre e che non mi annoiano quasi mai, mi sento fortunato a vivere nell’epoca dei Radiohead, di Bjork, di Brad Mehldau.

Perchè Soundreef?

Perché è soprattutto molto comodo e veloce.
Inoltre mi sembra auspicabile che ci sia un mercato più libero sui diritti d’autore, quindi nel mio piccolo vorrei fare la mia parte.

Grazie mille Andrea!
In bocca al lupo.